RECENSIONI
Rivista: DIRITTI UMANI E DIRITTO INTERNAZIONALE
Autori/Curatori: Nerina Boschiero
Anno di pubblicazione: 2010 Fascicolo: 2
N. pagine: 23 Dimensione del file: 511 Kb.
Presentazione:
Economic Exploitation of Migrant Workers: Traditional or Contemporary Forms of Slavery in the Private Economy Era? - The recent outbursts occurred in Rosarno are a dramatic example of what is generally described as the ugly or theunderside of contemporary globalization, which affects virtually all continents, all countries and all economies of the world: the abusive and criminal treatment consisting in slavery and slavery like practices inflicted upon migrant workers in irregular situation, arguably the most vulnerable and least protected human beings in the world today. The present contribution outlines the impressive dimension and the salient features of contemporary forms of coercion and compulsion to work that occurs today mainly in the private economy and which represent a high legal, as well as moral and economic, priority concern for all governments. Despite the fact that the above mentioned human rights abuses mostly involve private agents, the international responsibility to enact legislation and policies to combat these abuses and protect the victims rests, in fact, upon States. Complex phenomena like slavery or slavery-like practices, in which a component of forced labour is always present, are not easy to define. This is why this article starts by drawing a clear distinction between severe violations of human rights and restrictions on human freedom that amount to crimes under international law and other practices constituting a breach to labour rights which do not necessarily amount to forced labour exploitation. Due to the fact that a very thin line divides coerced and non-coerced work, with a wide range of possible situations in-between the two extremes of the spectrum (with, at one end, slavery and slavery-like practices and, at the other end, situations of freely chosen employment), only national Courts can ultimately determine the gravity of the offences and state when specific actions should be punished as forced labour, trafficking or other forms of labour exploitation and abuse. In this context, the Italian judges and prosecutors have accomplished their task by classifying the offences occurred in Rosarno against a number of irregular migrant workers, employed informally in the agricultural sector, as contemporary forms of slavery-like practices imposed by a range of private actors involved in organized crime. for forced labour purposes and trafficking in human beings. The judges went so far as to speak of trafficking in human beings. Human trafficking for labour exploitation is definitely one of the newer pattern of forced labour related to globalization and recent migratory trends, as well as one the most blatant failure of labour markets and global governance. Increased demand in Western industrialized countries and emerging economies (countries of destination) for cheap, low-skilled labour in various sectors, often involving 3-D jobs (dirty, degrading and dangerous), generally unmet by available or unemployed national workers, combined with increased migration control and restrictive immigration law and policies, have provided over the last decades for a significant impetus to labour flows, fuelling the market for smuggling and trafficking of vulnerable migrants. Following the adoption of the Protocol to Prevent, Suppress and Punish Trafficking in Persons, Especially Women and Children, (the Palermo Protocol), which supplemented the United Nations Convention against Transnational Organized Crime, considerable attention has been devoted to the criminal aspects of labour exploitation. States parties were required to adopt legislative and other measures necessary to classify as criminal offences the conducts set forth in Article 3. This article introduces (for the very first time) the legal concept of exploitation in international law, specifically defined to include forced labour or services, slavery or similar practices, servitude and various forms of sexual exploitation. This operation could reveal itself extremely useful as it allows a fundamental link between the Protocol and the ILO Conventions on forced labour, thus facilitating the task of implementing both instruments at the national level. The Italian’s implementation of this new international instrument has proven to be particularly effective in combating organized crime by securing cooperation by victims, through compensation schemes and reintegration programmes.
È solo l'errore che ha bisogno del sostegno del governo. La verità può esistere da sola(Thomas Jefferson, Notes on Virginia).
29.7.10
26.7.10
Media/WikiLeaks documenti segreti - WikiLeaks
Link
http://bourbaki.blog.lastampa.it/bodegones/2007/01/wikileaks_docum.html
Also
http://www.gotuneed.com/news/203054/WikiLeaks_documenti_segreti.html
Country
Italy
Date
January 16, 2007
Avete mai immaginato di essere Bob Woodward mentre incontra il suo informatore nel parcheggio di Rosslyn in Tutti gli uomini del presidente? Cliccate www.wikileaks.org e vi ritroverete davanti un mondo gocciolante dentro una clessidra sopra una massima del Siddharta ed un’impegnativa frase di Daniel Ellsberg, l'analista che passò al New York Times i piani delle attività militari americane nella guerra in Vietnam: "Eravamo giusti, eravamo folli, eravamo arroganti, ma avevamo ragione".
Wikileaks è stato realizzato da un gruppo di dissidenti politici- molti cinesi- crittografi e matematici. Almeno nelle intenzioni è uno spazio in cui pubblicare i documenti proibiti dietro i quali si nasconde la politica dei regimi autoritari e le testimonianze che svelano i comportamenti poco etici dei governi democratici e delle corporations. Il tutto garantendo la non tracciabilità e l'anonimato mediante versioni ad hoc di alcune Privacy Enhancing Technologies (Freenet, The Onion Routing e PGP). Immaginate una stanza piena di gente – spiega Bruce Schneier su New Scientist – in cui molte persone si passano delle buste. Come si fa a sapere da dove è partita ogni busta?”. Un posto sicuro soprattutto per i bloggers cinesi che, accusati di diffondere “parole irresponsabili che allarmano il governo", potrebbero presto venire schedati nel loro paese.
Nel mirino di WikiLeaks ci sono i regimi oppressivi asiatici, quelli del medio oriente, la Russia e l’Africa sub-sahariana. Fino a qualche giorno fa era espressamente citata la Cina, ma il sito è ancora seduto in sala trucco e si sta dando gli ultimi ritocchi.
Gli organizzatori dicono di aver raccolto più di 1.2 milioni di documenti scottanti. Per il momento se ne trova uno sulla disastrosa situazione della Somalia. Un documento postato da una fonte cinese - nel quale il capo delle corti islamiche Sheik Aweys proclama segretamente una Repubblica Islamica e propugna una strategia terroristica- insieme ad una analisi sulla sua genuinità (data per molto probabile).
Non esiste un indirizzo editoriale né una redazione che controlli i documenti ricevuti. E' proprio questo fatto a sollevare le maggiori critiche all’iniziativa: sempre su New Scientist, per Steven Aftergood, capo della Federation of American Scientists’ Project on Government Secrecy, è facile prevedere molti falsi allarmi, documenti fabricati ad arte, l'inserimento di immagini offensive. Oltre al fatto che gli stati democratici si danno delle regole riguardo la diffusione dei documenti governativi, e violare quegli standard, anziché ridiscuterli, può minare il processo democratico.
Da parte dei fodatori di WikiLeaks c'è invece la convinzione che si possa contare sul valore dell'intelligenza collettiva, di una società civile elettronica che eserciti dal basso il controllo e la revisione dei documenti mediante un dibattito democratico e aperto attraverso il quale partecipare attivamente all’etica pubblica. Lo cantava anche Gaber in una sua canzone che la democrazia è partecipazione.
Il vecchio mondo delle cortine di ferro e dei segreti di stato ha il tempo contato?
21.6.10
Correva l'anno 1996
Premessa:
Dopo aver letto l'articolo di Philip Shenon in thedailybeast.com/blogs-and-stories/2010-06-18 in cui sostanzialmente si prefigura l'ipotesi che "in casi di emergenza nazionale" l'amministrazione americana possa operare pesanti interventi censori e di monitoraggio di Internet, proponiamo un documento a nostro parere fondante della rete.
Davos, Svizzera - 8 febbraio 1996.
John Perry Barlow,
Dissidente Cognitivo e Co-fondatore della Electronic Frontier Foundation
Home(stead) Page: http://www.eff.org/~barlow
Dopo aver letto l'articolo di Philip Shenon in thedailybeast.com/blogs-and-stories/2010-06-18 in cui sostanzialmente si prefigura l'ipotesi che "in casi di emergenza nazionale" l'amministrazione americana possa operare pesanti interventi censori e di monitoraggio di Internet, proponiamo un documento a nostro parere fondante della rete.
Davos, Svizzera - 8 febbraio 1996.
John Perry Barlow,
Dissidente Cognitivo e Co-fondatore della Electronic Frontier Foundation
Home(stead) Page: http://www.eff.org/~barlow
Dichiarazione d'indipendenza del Cyberspazio
Governi del Mondo, stanchi giganti di carne e di acciaio, io vengo dal Cyberspazio, la nuova dimora della Mente. A nome del futuro, chiedo a voi, esseri del passato, di lasciarci soli. Non siete graditi fra di noi. Non avete alcuna sovranità sui luoghi dove ci incontriamo.
Noi non abbiamo alcun governo eletto, è anche probabile che non ne avremo alcuno, così mi rivolgo a voi con una autorità non più grande di quella con cui la libertà stessa, di solito, parla. Io dichiaro che lo spazio sociale globale che stiamo costruendo è per sua natura indipendente dalla tirannia che voi volete imporci. Non avete alcun diritto morale di governarci e non siete in possesso di alcun metodo di costrizione che noi ragionevolmente possiamo temere.
I Governi ottengono il loro potere dal consenso dei loro sudditi. Non ci avete chiesto né avete ricevuto il nostro. Noi non vi abbiamo invitati. Voi non ci conoscete e non conoscete neppure il nostro mondo. Il Cyberspazio non si trova all'interno dei vostri confini.
Non pensate che esso si possa costruire come se fosse il progetto di un edifico pubblico. Non potete. È un atto di natura e si sviluppa per mezzo delle nostre azioni collettive. Non siete stati coinvolti nelle nostre grandi e partecipate discussioni e non avete creato il valore dei nostri mercati. Voi non conoscete la nostra cultura, la nostra etica, e nemmeno i codici non scritti che danno alla nostra società piu' ordine di quello che potrebbe essere ottenuto dalle vostre imposizioni.
Voi affermate che ci sono problemi fra di noi che hanno necessità di essere risolti da voi. Voi usate questa affermazione come un pretesto per invadere le nostre aree. Molti di questi problemi non esistono. Troveremo i conflitti reali e le cose che non vanno e li affronteremo con i nostri mezzi. Stiamo costruendo il nostro Contratto Sociale.
Questo potere si svilupperà secondo le condizioni del nostro mondo, non del vostro. Il nostro mondo è differente.
Questo potere si svilupperà secondo le condizioni del nostro mondo, non del vostro. Il nostro mondo è differente.
Il Cyberspazio è fatto di transazioni, di relazioni, e di pensiero puro disposti come un'onda permanente nella ragnatela delle nostre comunicazioni. l nostro è un mondo che si trova contemporaneamente dappertutto e da nessuna parte, ma non è dove vivono i nostri corpi.
Stiamo creando un mondo in cui tutti possano entrare senza privilegi o pregiudizi basati sulla razza, sul potere economico, sulla forza militare o per diritto acquisito.
Stiamo creando un mondo in cui ognuno in ogni luogo possa esprimere le sue idee, senza pregiudizio riguardo al fatto che siano strane, senza paura di essere costretto al silenzio o al conformismo.
I vostri concetti di proprietà, espressione, identità, movimento e contesto non si applicano a noi. Essi si basano sulla materia. Qui non c'è materia. Le nostre identità non hanno corpo, così, diversamente da voi, non possiamo arrivare all'ordine tramite la coercizione fisica. Noi crediamo che il nostro potere emergerà dall'etica, dal nostro interesse personale illuminato, dal mercato comune. Le nostre identità possono essere distribuite attraverso molte delle vostre giurisdizioni. L'unica legge che le nostre culture costituenti riconosceranno in modo diffuso sarà la Regola d'Oro. Sulla base di essa speriamo di essere capaci di adottare soluzioni specifiche. Non possiamo però accettare le soluzioni che state cercando di imporre.
Negli USA abbiamo creato un legge, il Telecommunications Reform Act, che è in contrasto con la nostra Costituzione e reca insulto ai sogni di Jefferson, Washington, Mill, Madison, DeToqueville e Brandeis. Questi sogni adesso devono rinascere in noi.
Siete terrorizzati dai vostri figli, poiché sono nati in un mondo che vi considererà sempre immigranti. Poiché li temete, affidate alle vostre burocrazie le responsabilità di genitori che siete troppo codardi per confrontare con voi stessi. Nel nostro mondo tutti i sentimenti e le espressioni di umanità, dalla più semplice a quella più angelica, sono parti di un tutto senza confini, il colloquio globale dei bits. Non possiamo separare l'aria che soffoca dall'aria spostata dalle ali.
In Cina, Germania, Francia, Russia, Singapore, Italia e Stati Uniti, state cercando di tener lontano il virus della libertà erigendo posti di guardia ai confini del Cyberspazio. Questi potranno controllare il contagio per un po' di tempo, ma poi non potrà funzionare in un mondo in cui i bits si insinueranno dappertutto.
Le vostre industrie dell'informazione, diventando obsolete, cercano di perpetuarsi proponendo leggi, in America e altrove, che affermano di possedere facoltà di parola in ogni parte del mondo. Queste leggi dichiarano che le idee sono dei prodotti industriali, meno preziosi della ghisa. Nel nostro mondo, tutte le creazioni della mente umana possono essere riprodotte e distribuite infinitamente a costo zero. La convenienza globale del pensiero non ha più bisogno delle vostre industrie.
Queste misure sempre più ostili e coloniali ci mettono nella stessa posizione di quegli antichi amanti della libertà e dell'autodeterminazione che furono costretti a rifiutare l'autorità di poteri distanti e poco informati. Noi dobbiamo dichiarare le nostre coscienze virtuali immuni dalla vostra sovranità, anche se continuiamo a permettervi di governare i nostri corpi. Noi ci espanderemo attraverso il Pianeta in modo tale che nessuno potrà fermare i nostri pensieri.
Noi creeremo nel Cyberspazio una civiltà della Mente. Possa essa essere più umana e giusta di quel mondo che i vostri governi hanno costruito finora.
9.5.10
Ascoltando la mezz'ora. Ovvero....
Quando la politica è marketing.
Casini fa proprie le parole chiave della soluzione democratica per proporre un'offerta di nuovo partito
fondato sul tutto e sul suo contrario. Nuovo partito in risposta al frazionamento dei partiti.
Aconfessionale, aperto a cattolici e non (detto da un democristiano non è cosa poco).
Anticorruzione garantista basata sulla soluzione del conflitto politici-magistrati...
La mezz'ora non è ancora passata e già non ne posso più.
Mi fermo all'argomento corruzione, correlato a quanto detto sin qui sul tema nuova tangentopoli, ovvero il meccanismo per eccellenza promotore di impunità.
Qualunque uomo comune, quando non vuole essere derubato, mette il lucchetto, incatena la porta delle sue proprietà, vigila su quello che possiede e si guarda bene di dare libero accesso a chiunque passi per casa.
Se l'amico dell'amico viene a cena e poi telefona allo scassinatore per suggerirgli quanto e come può guadagnare entrando in quella casa al solo prezzo di una tangente sul bottino, l'uomo comune non se la prende con il giudice che accusa chi gli pare.
Se la prende con se stesso e rafforza la vigilanza, cerca il sistema per proteggere i suoi beni.
Così dovrebbe essere per lo stato.
Lo stato ha il dovere di impedire che si verifichi l'evento che favorisce il furto.
E siccome lo stato in una democrazia è gestito dai rappresentanti del popolo, che per semplificare (in realtà dovremmo essere più precisi) definiamo politici, la prima cosa che la delega elettorale impone è LA PROTEZIONE dei beni dello stato.
Senonchè i politici, e ahimè con loro gli elettori, sembrano interessati solo al dopo-furto: chi l'ha commesso, quanto ha rubato, chi lo giudica, chi dovrebbe giudicarlo e così via.
Ma di lucchetti alla stanza del bene comune non si parla mai.
Per una settimana il colpevole di turno ha riempito le cronache dell'informazione globale fino alla saturazione della memoria di massa e conseguente cancellazione.
Conclusione:
Tutto come prima, sotto un altro, cassaforti aperte, datemi la faccia e accomodatevi.
Casini fa proprie le parole chiave della soluzione democratica per proporre un'offerta di nuovo partito
fondato sul tutto e sul suo contrario. Nuovo partito in risposta al frazionamento dei partiti.
Aconfessionale, aperto a cattolici e non (detto da un democristiano non è cosa poco).
Anticorruzione garantista basata sulla soluzione del conflitto politici-magistrati...
La mezz'ora non è ancora passata e già non ne posso più.
Mi fermo all'argomento corruzione, correlato a quanto detto sin qui sul tema nuova tangentopoli, ovvero il meccanismo per eccellenza promotore di impunità.
Qualunque uomo comune, quando non vuole essere derubato, mette il lucchetto, incatena la porta delle sue proprietà, vigila su quello che possiede e si guarda bene di dare libero accesso a chiunque passi per casa.
Se l'amico dell'amico viene a cena e poi telefona allo scassinatore per suggerirgli quanto e come può guadagnare entrando in quella casa al solo prezzo di una tangente sul bottino, l'uomo comune non se la prende con il giudice che accusa chi gli pare.
Se la prende con se stesso e rafforza la vigilanza, cerca il sistema per proteggere i suoi beni.
Così dovrebbe essere per lo stato.
Lo stato ha il dovere di impedire che si verifichi l'evento che favorisce il furto.
E siccome lo stato in una democrazia è gestito dai rappresentanti del popolo, che per semplificare (in realtà dovremmo essere più precisi) definiamo politici, la prima cosa che la delega elettorale impone è LA PROTEZIONE dei beni dello stato.
Senonchè i politici, e ahimè con loro gli elettori, sembrano interessati solo al dopo-furto: chi l'ha commesso, quanto ha rubato, chi lo giudica, chi dovrebbe giudicarlo e così via.
Ma di lucchetti alla stanza del bene comune non si parla mai.
Per una settimana il colpevole di turno ha riempito le cronache dell'informazione globale fino alla saturazione della memoria di massa e conseguente cancellazione.
Conclusione:
Tutto come prima, sotto un altro, cassaforti aperte, datemi la faccia e accomodatevi.
6.5.10
Prima di Ballarò: Report
Nella serie di riflessioni che si impongono alla classe politica che vorrei propongo i contenuti di report di domenica scorsa.
Oggetto della trasmissione in buona sostanza il modello Lombardia.
A posteriori mi chiedo: come e' stata condotta l'ultima campagna elettorale in Lombardia?
Suppongo che l'opposizione abbia preso di mira Formigoni o questo o quello o quell'altro.
Altri obiettivi apparenti, ancora una volta persone.
Ben più significativo sarebbe stato confrontarsi su Compagnia delle Opere, su Comunione e Liberazione.
E se da cosa nasce cosa finalmente mettere in discussione il ruolo politico storicamente nefasto del Vaticano.
Del Vaticano sottolineo, non del Papa o di vescovi e preti.
Che importa ai fini della conoscenza il comportamento, per quanto rivoltante, del tal don/eminenza?
E' tempo perso. Materia legale, se ne occupi la magistratura, se ne occupino i media, non la politica.
Signori politici, parlateci del ruolo della Chiesa.
Diteci perchè nessuno di Voi ha potuto mai, può o potrà mai (a quanto pare) da destra, da centro o da sinistra
definire correttamente il ruolo del Vaticano nel sistema cosidetto democratico.
Formigoni e' solo un piccolo invisibile escremento dell'apparato digestivo di quel mostro a sistema.
Come Scajola, come Berlusconi e come a quanto pare - e non sono certo il solo a desiderare che si dimostri il contrario -
tutti i politici sono o prima o poi diventano.
Personalmente penso che a fronte di quel Dio ogni cristo vota Satana, consapevolmente o inconsapevolmente.
Chi vuole intendere intenda.
Oggetto della trasmissione in buona sostanza il modello Lombardia.
A posteriori mi chiedo: come e' stata condotta l'ultima campagna elettorale in Lombardia?
Suppongo che l'opposizione abbia preso di mira Formigoni o questo o quello o quell'altro.
Altri obiettivi apparenti, ancora una volta persone.
Ben più significativo sarebbe stato confrontarsi su Compagnia delle Opere, su Comunione e Liberazione.
E se da cosa nasce cosa finalmente mettere in discussione il ruolo politico storicamente nefasto del Vaticano.
Del Vaticano sottolineo, non del Papa o di vescovi e preti.
Che importa ai fini della conoscenza il comportamento, per quanto rivoltante, del tal don/eminenza?
E' tempo perso. Materia legale, se ne occupi la magistratura, se ne occupino i media, non la politica.
Signori politici, parlateci del ruolo della Chiesa.
Diteci perchè nessuno di Voi ha potuto mai, può o potrà mai (a quanto pare) da destra, da centro o da sinistra
definire correttamente il ruolo del Vaticano nel sistema cosidetto democratico.
Formigoni e' solo un piccolo invisibile escremento dell'apparato digestivo di quel mostro a sistema.
Come Scajola, come Berlusconi e come a quanto pare - e non sono certo il solo a desiderare che si dimostri il contrario -
tutti i politici sono o prima o poi diventano.
Personalmente penso che a fronte di quel Dio ogni cristo vota Satana, consapevolmente o inconsapevolmente.
Chi vuole intendere intenda.
Iscriviti a:
Post (Atom)